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Il primo emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti, approvato nel 1789, stabilisce che «Il Congresso non promulgherà leggi per il riconoscimento ufficiale di una religione». In modo analogo, seppur non in forma giuridica, nel 1802 l’allora presidente Thomas Jefferson, in una lettera alla Danbury Baptist Association, fece uso della metafora, divenuta poi celebre, della necessità di un «muro» che separasse l’attività dello Stato da quella della Chiesa.  Tuttavia già dalle parole dei padri costituenti americani, come George Washington, John Adams e lo stesso Jefferson (Gentile 2006, p. 104), si può individuare una forte commistione tra tematiche religiose e ritualità politica statunitense (Gentile 2007, p. 14). L’importanza di tale legame è tale da poter dichiarare che «non si può veramente comprendere l’America senza includere la religione americana» (Faggioli 2025, p. 5).

Una più recente dimostrazione di tale connubio è un commento del 4 marzo 2025 pronunciato da Donald Trump nel suo primo discorso al Congresso dopo la rielezione. In esso, Trump attribuì la propria sopravvivenza all’attentato del 13 luglio 2024 a un intervento divino finalizzato a salvare la nazione americana, invocando poi il sostegno di Dio per il proseguimento del suo mandato. L’analisi di queste brevi dichiarazioni può sembrare un eccesso di puntigliosità, soprattutto considerando la tendenza di un personaggio caratterizzato da un’evidente abitudine all’esaltazione della propria persona e delle proprie azioni. Tuttavia gli accostamenti sempre più frequenti tra Trump e Gesù Cristo, che gli sono costati anche conflitti con certo associazionismo religioso, in particolare dopo lo scontro aperto con il Papa di aprile 2026, rivelano quanto tali dichiarazioni rappresentino tasselli rivelatori di una cultura politica molto più profonda.

All’analisi del connubio tra destra statunitense e religione cristiana, il quale costituisce un’eredità condivisa anche con organizzazioni politicamente molto più estreme del Partito Repubblicano, tra cui le varie incarnazioni del Ku Klux Klan (Borgognone 2022, p. 59), è dedicata l’ultima opera dell’analista di intelligence e sicurezza internazionale Germana Tappero Merlo, Oltre Trump, il messia armato – Il nazionalismo cristiano da Reagan a Kirk (Tangram, 2025). L’autrice, infatti, conduce una ricerca minuziosa di natura socio-politica su individui, gruppi e prese di posizione che contrassegnano la storia americana dagli anni Sessanta a oggi come sempre più vittima dell’infiltrazione nel discorso politico di tematiche religioso-cristiane. Il punto del discorso di Tappero Merlo non è rivolto alla valutazione dell’ipotetica fedeltà al credo cristiano dei fondamenti del trumpismo, bensì a chiarificare, attraverso riferimenti concreti a figure specifiche del movimento conservatore americano dalla fine degli anni Sessanta, l’ispirazione spirituale dell’operato politico di determinate figure legate all’attuale amministrazione, tra cui il Vicepresidente J.D. Vance e l’attivista Charlie Kirk, e il concreto sostegno che la presidenza trumpiana, nonché più in generale la destra incarnata dal Partito Repubblicano, ha storicamente ottenuto da parte degli esponenti conservatorismo religioso.

Per raggruppare il variegato insieme di opinioni e gruppi politici con un’ispirazione religiosa, sfruttati dal Partito Repubblicano per fini primariamente elettorali, l’autrice utilizza la categoria di «nazionalismo cristiano», sostenendo che esso sia ormai diventato una vera e propria forza politica rinnovata dal trumpismo. Lo scopo dei nazionalisti cristiani è costituito dalla rottura del «muro» posto da Jefferson, ossia la riconfigurazione istituzionale e legislativa dell’assetto politico statunitense come «nazione cristiana» (p. 87), nonché l’equiparazione di fatto tra l’identità americana e quella cristiana, considerando gli Stati Uniti stessi come scelti da Dio per compiere i propri progetti sulla Terra.

La prima parte del libro è dedicata alla genesi di questo processo di crescente rilevanza dell’integralismo religioso all’interno della storia del partito repubblicano a partire dagli anni Sessanta. L’opposizione ai mutamenti sociali e di costume, identificati come una rivoluzione condotta da forze maligne a danno dell’America nonché coadiuvata dalla pressione internazionale da parte dei comunisti atei, determinò la creazione di gruppi come la John Burch Society, ancora attiva, la cui convinzione è che «cristianità e democrazia americana debbano viaggiare unite, sempre di pari passo» (p. 8) . A tale associazione Tappero Merlo attribuisce la prima diffusione dell’insieme di atteggiamenti, oggi propri di una buona parte della destra filo-trumpiana, legati alla diffidenza verso le autorità, soprattutto internazionali, l’astio per le minoranze e la paura dell’indottrinamento liberal e filo-scientifico da parte della scuola pubblica. Nonostante la battuta d’arresto delle presidenziali del 1964, in cui Lyndon B. Johnson sconfisse il tradizionalista repubblicano Barry Goldwater, Tappero Merlo rivela la sopravvivenza del pensiero nazionalista cristiano nella presidenza di Richard Nixon. Quest’ultimo, infatti, coniò la dicotomia di una liberal «minoranza rumorosa» contrapposta a una «grande maggioranza silenziosa» di potenziali elettori repubblicani, caratterizzati da un orientamento conservatore potenzialmente anche estremo e sfruttabile politicamente in nome del comune anticomunismo, che andò a costituire la base di un legame anche di natura personale tra Nixon stesso e il noto predicatore evangelico Billy Graham (p. 46).

Questo processo fece sì che «a metà degli anni Ottanta, termini come “destra cristiana”, “nuova destra cristiana” o “nuova destra religiosa” andarono via via sostituendo categorie come “fondamentalista” o “carismatico”» (p. 48). Negli anni di Reagan si realizzò, infatti, la piena politicizzazione del nazionalismo cristiano con la nascita del movimento della Moral Majority, capeggiato dal telepredicatore Jerry L. Falwell e costituito, al suo apice, da quattro milioni di membri interessati alla rivendicazione dell’assimilazione tra valori americani e tradizionalismo religioso. Sembrerebbe che sia stato proprio Falwell il riferimento teorico della nota espressione reaganiana «Impero del male» riferita all’Unione Sovietica (Venanzoni 2025, p. 102), già indice di un processo di radicalizzazione che vede il proprio nemico internazionale come una figura dai tratti demoniaci. Tuttavia Reagan, rivelando la natura puramente strategica dell’appoggio a tali gruppi, non cedette interamente alle misure a lui proposte dal movimento, ma ne consolidò la rilevanza sostenendo posizioni affini su temi come l’aborto, l’insegnamento della Bibbia nelle scuole e l’opposizione ai diritti degli omosessuali (p. 53).

Le presidenze che caratterizzarono la fine della Guerra Fredda videro poi continuare il consolidamento del nazionalismo cristiano sia nella costruzione di una base elettorale sia, soprattutto, nell’«acquisizione di una maggiore competenza politica» (p. 72), nonché l’avvio di una nuova polarizzazione religiosa dopo gli attentati del 2001. Rispetto alla lotta al terrorismo islamico, Tappero Merlo evidenzia come la radicalizzazione fondamentalista abbia determinato la sostituzione di credi religiosi a ciò che in precedenza erano le ideologie politiche, legando il patriottismo dei vari schieramenti alla necessità nazionalistica di tutelare le proprie tradizioni (p. 76). Tale processo portò anche a una «tribalizzazione politica» (p. 77), ossia un’estremizzazione dei toni della contrapposizione politica che, pur caratterizzando la natura multietnica e la diversità interna agli Stati Uniti, ha finito per sfruttare l’insieme di tragiche circostanze, come i vari conflitti in Medio Oriente e la crisi finanziaria, per costruire una base d’appoggio elettorale mossa dalle più bieche forme di populismo. Questo insieme di fattori spiega l’ascesa di Trump e la formazione del popolo MAGA, che costituisce attualmente la principale forma politica del nazionalismo cristiano (p. 90), come conseguenze di un insieme di fenomeni accaduti negli ultimi sessant’anni di storia politica americana. Concentrandosi, però, sul singolo soggetto Trump è possibile notarne alcune peculiarità che costituiscono la parte principale delle valutazioni dell’autrice.   

La capacità di Trump, secondo Tappero Merlo, è stata quella di essersi posto al centro di un movimento con obiettivi culturalmente rivoluzionari e il cui immaginario è controllato dalla sua figura, determinando un’ulteriore polarizzazione non solo del discorso politico americano in generale ma soprattutto della weltanschauung del popolo MAGA. Quest’ultimo, come espresso dal titolo del saggio, è indotto a concepire il proprio leader come una figura messianica, in nome della quale si è disposti anche a prendere in mano le armi, come nell’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio 2021. Esattamente come Reagan non ebbe troppi problemi nel rivendicare la propria natura di credente, nonostante la scarsa attinenza ai precetti religiosi, così Trump è riuscito a superare le proprie incoerenze a livello di condotta personale passando, negli ambienti che non lo vedono direttamente come portatore di un progetto divino di rivalsa, come una figura simile a quella che fu il re persiano Ciro nella Bibbia (p. 175), ossia colui che, pur appartenendo a un altro credo, nel liberare il popolo eletto dalla prigionia babilonese si dimostrò comunque uno strumento della divina provvidenza.

Tale visione distorta porta il movimento, nonché Trump stesso, a concepire il proprio mandato elettorale come fondato su un’autorizzazione divina finalizzata a mutare radicalmente l’America in breve tempo, nonostante tale prospettiva di cambiamento sia resa retoricamente come riproposizione di un passato di grandezza ormai perso a causa degli avversari politici, interni o internazionali, del trumpismo. Tappero Merlo segnala come la politicizzazione delle epoche, di cui è espressione l’idea veicolata dal motto "make America great again", costituisca lo strumento principale per leggere la riproposizione trumpiana dell’insieme di tradizionali mitologie statunitensi. Elementi come la vocazione al destino manifesto, il sogno americano o l’eccezionalismo non costituiscono più una vocazione al futuro come realizzazione ottimale della propria individualità, bensì il ripristino dell’insieme delle condizioni, in primis il retaggio bianco e conservatore, percepite come fondative e connaturate alla stessa identità americana.

Il legame di quest’ultima con la religione è stato, quindi, intensificato al fine di rendere i provvedimenti promossi dal trumpismo come volti a realizzare una missione divina contro il male demoniaco dei liberal e della cultura woke. La religione civile americana, di conseguenza, ha cessato di costituire una semplice narrazione di eroi santificati finalizzata alla glorificazione religiosa del sistema democratico complessivo (Bellah, 2021), divenendo, invece, lo strumento con cui una parte politica, e in particolar modo il suo leader, giustifica il proprio operato contro gli avversari. A tale radicalizzazione è imputabile anche la nascita di fenomeni come Qanon, le cui narrazioni contribuiscono a inquinare il dibattito pubblico attraverso la diffusione, tramite social, di realtà alternative, finalizzate ad alimentare un sostegno politico sempre più acritico e distaccato da ogni concretezza. D’altronde, già Karl Popper aveva constatato quanto la credenza nelle cospirazioni fosse la naturale conseguenza della convinzione, tipica dei credi religiosi, di una realtà evidente che non può non apparire come veritiera se non attraverso atti di distorsione compiuti dagli uomini (Popper 2011, p. 49), in questo caso dagli avversari politici.

Se quindi un primo elemento di modificazione del nazionalismo cristiano riguarda la polarizzazione del discorso politico, anche dovuta al crescente coinvolgimento nell’agenda politica presidenziale, Tappero Merlo evidenzia alcune preoccupanti novità relative alla diffusione del messaggio evangelico. Quest’ultimo è riuscito, infatti, a diffondersi in due settori tendenzialmente lontani dal mondo religioso conservatore: il primo è costituito dai giovani, la cui massima espressione è il "neo­martire" Charlie Kirk e la sua opera di divulgazione nei contesti dei campus universitari tradizionalmente liberal; il secondo riguarda lo spostamento a destra dei magnati della Silicon Valley, esemplificato dal sostegno alla presidenza Trump di figure come Peter Thiel, mentore dello stesso Vance, e, seppur in forma più altalenante, Elon Musk. Il coinvolgimento di tali figure, infatti, permette la realizzazione di un’inedita conciliazione tra le credenze dell’America tradizionale, di cui si fa portavoce l’Elegia americana di Vance, e le più recenti vocazioni tecnocratiche.

Proprio l’ateo divenuto evangelico Vance, assieme a figure come l’attuale Segretario alla Difesa Pete Hegseth, rappresenta il preoccupante «oltre-Trump» a cui fa riferimento il titolo del saggio. Secondo Tappero Merlo, infatti, si tratta di soggetti ancora più radicalizzati di Trump e che, in una possibile successione politica, rappresentano il simbolo di un’eredità che sopravviverà alla fine dell’attuale ­presidenza. È quindi possibile sostenere, con l’autrice, che l’insediamento di un’eventuale presidenza Vance, nel 2028 od oltre, parafrasando le parole di Elegia americana, continuerà a perseverare nel nazionalismo cristiano, insistendo nella sua valorizzazione politica della religione come «ancora in grado di dare un senso al mondo» (Vance 2016, p. 74).

Alessandro Jesi

Bibliografia

Bellah R. (2021). La religione civile in America, Brescia: Editrice Morcelliana.

Borgognone G. (2022). America bianca – La destra reazionaria dal Ku Klux Klan a Trump, Roma:Carocci editore, Roma.

Faggioli M. (2025). Da Dio a Trump – Crisi cattolica e politica americana, Brescia: Editrice Morcelliana.

Gentile E. (2006). La democrazia di Dio – La religione americana nell’era dell’impero e del terrore, Roma-Bari: Gius. Laterza & Figli.

Gentile E. (2007). Le religioni della politica – Fra democrazie e totalitarismi, Roma-Bari: Gius. Laterza & Figli.

Popper K. (2011). Le fonti della conoscenza e dell’ignoranza, Bologna: il Mulino.

Tappero Merlo G. (2025). Oltre Trump, il messia armato – Il nazionalismo cristiano da Reagan a Kirk, Trento: Gruppo Editoriale Tangram Srl.

Vance J.D. (2017). Elegia americana, Milano: Garzanti S.r.l.

Venanzoni A. (2025). La destra americana contemporanea – Dalla New Right repubblicana a Trump, Roma: Giubilei Regnani.

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