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Philosophy Kitchen

Parti, insiemi e sistemi. Il concetto di emergenza in filosofia della biologia e della mente

 

(VII, n. 11, settembre 2019)

A cura di Erica Onnis (Università degli Studi di Torino)

 

Dopo più di cinquant’anni anni di diffidenza e cautela, la nozione di emergenza è tornata a interessare filosofi e scienziati.

Da un lato, la fisica e le scienze naturali si sono trovate ad affrontare fenomeni che potevano essere ben descritti tramite questo concetto (per esempio, il ferromagnetismo e la superconduttività); dall’altro, le scienze della complessità hanno fatto dell’emergere di nuovi pattern e di nuove proprietà sistemiche il marchio di molti sistemi complessi fisici, biologici e sociali (per esempio, il comportamento degli insetti sociali o degli stormi di uccelli, l’organizzarsi del Web in web-communities, il formarsi di processi cognitivi a partire dall’attività cerebrale). Infine, la nozione di emergenza viene usata nella metafisica contemporanea, oltre che nella filosofia della mente e nella filosofia della biologia, per meglio definire alcune relazioni di dipendenza ontologica e nomologica.

Se da un lato l’emergenza, essendo così utilizzata in campi scientifici e filosofici molto diversi, sembra indubbiamente essere un utile strumento concettuale, dall’altro, proprio per questo largo utilizzo da parte di discipline così diverse, non esiste accordo univoco sulla sua definizione e sul suo potere esplicativo, soprattutto nel caso in cui se ne ricorra per affrontare problemi complessi come quelli legati alla natura della vita e della mente. Si tratta, nel caso di queste ultime, di proprietà emergenti? Se sì, come definire in maniera chiara una proprietà emergente? E ancora: l’emergenza riguarda il nostro modo di conoscere e spiegare i fenomeni (emergenza epistemologica), o rappresenta piuttosto l’autentica introduzione di nuove realtà—o livelli di realtà—nel mondo (emergenza ontologica)?

Le caratteristiche che sembrano contraddistinguere in maniera indubbia l’emergenza sono due: le proprietà emergenti sono dipendenti da processi di livello inferiore, ma presentano, rispetto a essi, un certo grado di autonomia e irriducibilità. Queste due caratteristiche, tuttavia, sono insufficienti per definire in maniera precisa cosa sia emergente e cosa no, sempre che, come viene a volte contestato, esistano davvero autentici casi di emergenza.

Questo numero di Philosophy Kitchen intende, da un lato, esaminare il valore metodologico del concetto di emergenza, così come la sua ricchezza e nel contempo ambiguità teorica; dall’altro, vuole indagare come questa nozione possa gettar luce su due fenomeni che, nonostante i progressi del sapere, sembrano resistere alla spiegazione filosofica e scientifica: la vita e la coscienza.

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I contributi proposti dovranno essere coerenti o affini a uno dei seguenti ambiti tematici:

  • La portata del concetto: i fenomeni emergenti indicano una lacuna epistemologica o un’oggettiva differenza metafisica? In altre parole, il concetto di emergenza è metafisicamente innocente e indica una (forse provvisoria) insufficiente conoscenza del mondo oppure ci impegna nell’ammettere nuovi livelli di realtà e/o di poteri causali?

  • In quale framework teorico si situa il concetto di emergenza? Accettare una visione emergentista coincide con l’abbandonare il fisicalismo? Quali sono le relazioni fra emergenza, fisicalismo e riduzionismo?

  • L’utilità della teoria dei sistemi complessi nel porre il concetto di emergenza in una giusta prospettiva scientifica e filosofica.

  • Il problema della vita e della coscienza. Può l’emergenza gettar luce su come si siano originate la vita e la coscienza?

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Deadline per l'invio dell'abstract: 30 ottobre 2018

Lingue accettate: italiano, inglese, francese e tedesco

Procedura: si prega di inviare, all'indirizzo philosophykitchen@gmail.com, entro il 30 ottobre 2018, un abstract di massimo 6000 caratteri, indicando il titolo della proposta e lo sviluppo del tema. Le proposte verranno valutate dai curatori e dalla redazione. Gli esiti della selezione verrano resi noti, via mail, entro il 30 novembre 2018, congiuntamente con una nuova deadline per la presentazione del contributo, il quale verrà sottoposto a doppia blind review.

 

 

 

Parts, Wholes and Systems.  The Concept of Emergence in Philosophy of Biology and of Mind

 

(VII, n. 11, September 2019)

Edited by Erica Onnis (Università degli Studi di Torino)

 

After over fifty years of mistrust and caution, the notion of emergence is once again the object of interest for both philosophers and scientists. On the one hand, physics and the natural sciences have had to deal with phenomena that could be well described by this concept (for example, ferromagnetism and superconductivity); on the other hand, complexity science has taken the emergence of new patterns and new systemic properties as the mark of many complex physical, biological and social systems(for example, the behavior of social insects or flocks of birds, the organization of the Web into web-communities, or the formation of cognitive processes starting from brain activity). Finally, the notion of emergence is used in contemporary metaphysics, as well as in philosophy of mind and in philosophy of biology, to better define some relations of ontological and nomological dependence.

Being used in very different scientific and philosophical fields, the notion of emergence undoubtedly seems to be a useful conceptual tool; on the other hand, though, precisely because it appears in such different disciplines, there is no univocal agreement on its definition and on its explanatory power, especially in relation to complex problems such as those linked to the nature of life and of the mind. Are the latter emerging properties? If so, how can one clearly define an emerging property? And again: does emergence concern the way we know and explain phenomena (epistemological emergence), or is it rather the veritable introduction of new realities - or levels of reality - into the world (ontological emergence)?

Emergence seems to have two unquestionable characteristics: emerging properties depend on lower-level processes, but present a certain degree of autonomy and irreducibility with respect to the latter.These two characteristics, however, are insufficient to define precisely what is emerging and what is not, provided that there really are authentic cases of emergence (which is sometimes called into question).

This issue of Philosophy Kitchenhas a dual goal: on the one hand, to examine the methodological value of the concept of emergence, as well as its theoretical complexity and ambiguity; on the other, to investigate how this notion can shed light on two phenomena that, despite the progress of knowledge, seem to resist any philosophical or scientific explanation, namely life and consciousness.

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The proposed contributions must correspond or come close to one of the following thematic areas:

  • The scope of the concept: do emerging phenomena indicate an epistemological gap or an objective metaphysical difference? In other words, is the concept of emergence metaphysically innocent, indicating a (perhaps temporary) insufficient knowledge of the world? Or does it force us to admit new levels of reality and / or causal powers?

  • What theoretical framework does the concept of emergence belong to? Does accepting an emergentist vision coincide with abandoning physicalism? What is the relationship between emergence, physicalism and reductionism?

  • The usefulness of complex systems theory in putting the concept of emergence in the right scientific and philosophical perspective.

  • The problem of life and consciousness. Can emergence shed light on the origin of life and consciousness?

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Deadline for submission of proposals: October 30th 2018

Accepted languages: Italian, English, French and German

Procedure: send an abstract of up to 6000 characters, including the title of the article and an outline of its structure, to philosophykitchen@gmail.com by October 30th, 2018. Proposals will be evaluated by the editors and editorial board and the results will be announced, by email, by November 30th, 2018, including a new deadline for the presentation of the article, which will undergo a double-blind review.